Ciò che temi, ottieni
In una stanza
di luce soffusa
osservo
il tuo volto
e vedo
la donna che eri
mamma-padre
per un Fato distratto
di nero vestita
per eterno lutto d'amore
severe occhiate
che chiudevano
quattro bocche di latte
esempio costante
per cuccioli svogliati
ad amare alfabeto e numeri
perdono vivente
d'ogni adulto difetto.
Finale ricompensa
temuta ed ottenuta:
”madre” di mia madre
nei continui richiami
ora sono
beffarda sorte
non ti perdono.
©
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Commenti (1)
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N
Nicomar9 dicembre 2007
Eccellente poesia, i versi, composti egregiamente, descrivono ricordi di vita reale, di giorni e giorni di quasi routine che scorrono fra gioie e sofferenze, un ”riviversi” dentro esperienze passate specchiandosi nel proprio quotidiano…