La mia eco s’attarda
L’adesso s’inversa d’ogni buona novella,
mentre s’alluna il gelo tra piume d’aliti
luminescenze tra i rami e palpebre sulle colline,
l’eco del mio "presto è mattino" s’eleva
e in Te indugia
ché io so la Tua radianza
a sciogliere i miei inverni.
Nello scindersi del buio, m’accado alba.
E poi, fra Te e me, è rosso.
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Commenti (2)
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Salvatore Pintus5 gennaio 2019
Parole a forte connotazione misticheggiante, declinate in maniera quasi colloquiale. La chiusa sembra adombrare un certo pudore. Delicata e salmodiante preghiera? Forse, ma di sicuro felice intuizione. Hōšīā-nnā!
a
andrea ristori5 gennaio 2019
È il passaggio dall’inverno alla primavera previa intercessione dell’amore, ma tutto accade in un altro pianeta il cui reale è infiltrato dai sogni dei poeti.
