Il tempo della lunga attesa

E quante volte
rasentai quel muro sghembo
dove si contorce l’ombra
irregolarmente tra i ciuffi d’erba
frammentati e dispersi
come stonate macchie,
radi cuscini per miagolii
di gatti indolenti.
Ricordo momenti
di luce formicolanti
in scandita successione
straripati da vuote occhiaie
di finestre divelte da slabbrate
e antiche ferite.
Ora un sasso dopo l’altro
si trascina e s’accidenta
il mio cammino
sull’arida erta
dove s’affanna a tracimare
lo sguardo per l’ultimo salto
del pendio.
E figlio di questo tempo
di lunghe attese
come laminati binari
avvolgo giorni diseguali
sopra l’algido filo
di una linea d’ombra
che serpeggia lenta.
Io
ancora incerto
a vacillare lo sguardo
sul vuoto...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi davvero speciali, buona serata poeta (Silvia De Angelis)
Molto bella, complimenti! (Marinella Fois)
Commenti (2)
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Silvia De Angelis12 gennaio 2019
Momenti di difficoltà interiore, in cui le ombre sembrano prendere il sopravvento sulla nostra psiche. Ma anche nella maturità, un senso di vuoto, si diffonde lentamente nel nostro profondo... Poesia pregiata molto apprezzata
Marinella Fois14 gennaio 2019
Versi di profondità che sembrano toccare l’io quasi malinconico. "Io ancora incerto a vacillare lo sguardo"... una chiusa ch’è incertezza... Plauso!


