Non è forse ... tardi!
Sembra tardi, a volte, per desiderare
o solo troppo tardi per ricominciare,
ciascuno prigioniero di confini mentali,
ognuno rasente i vissuti individuali.
Tardi risuona quel passato,
ricordato inclemente o solo rinnegato,
troppo lontano quel trascorso
se il presente è solo ... rincorso,
affrettato com’è l’uomo ad inseguire
storie o solo vicende del comune sentire.
È tardi forse per le riflessioni,
quelle abbindolate talvolta in inutili emozioni,
di sapere esattamente cosa il futuro potrà riservare
o soltanto nel convincimento di doverlo realizzare.
Tardi è una parola dalle mille negatività,
condiziona l’agire come l’umana infedeltà,
arresa al trascorso relegato ad un ricordo
ovvero al futuro e al suo agognato traguardo.
Ma non è tardi riflettendoci bene,
svincolando l’uomo da un futuro che ... non gli appartiene,
confidando che il tempo dell’attesa in fondo vola,
e che la vita, forse in ritardo, sorprende e ci consola.
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