Eco ventoso
Il vento riecheggia sonoro,
assillante ed inclemente;
come nella sua natura è fiero
tutto scompone e scuote ... ciecamente
Oscillano possenti gli alberi del parco
in un fruscio spaventoso e compatto,
fra vortici improvvisi di carte e sassolini
in un girovagante ondeggiare
di foglie essiccate nei giardini
Quel turbinio di vento
che primeggiando desta malcontento,
investe impietoso lungo il suo cammino
e di ogni cosa sembra far bottino
Anche l’eco del rumore,
sordo e impattato di stridore,
si mischia ai suoni un tempo sani
che con lui appaion quasi disumani
Con il suo trascinare
e anche dopo aver scemato,
lascia tutto sparso e disordinato
imprimendo il segno del suo aleggiare
Aveva innescato brusii di foglie dondolanti,
insinuato tramestio di porte sbattenti,
avviluppato resti esanimi e inanimati
che ora giacciono sulle vie abbandonati
Ma la scia del suo soffiare,
se ad occhi chiusi è assecondata,
ogni riserbo e pudore può sgomberare
dalla mente affaticata
Cosi vince forte ed imponente
l’eco ventoso e persistente!
©
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