Ci siano mondi
Ora che nelle pupille, i corvi
ora che si spaura il Sole
ché errore di stelle era l’imminenza
e il profondo consenso del vuoto e del silenzio:
qual è il colore delle distanze e dove
le tracce di labbra dismesse?
Pallidi, i fiati, palpitano ancora: e dopo?
Ci siano mondi
sul cielo d’abbracci implosi,
sfida alla caligine e ai culmini.
E brulichii del respirarsi in piedi
e un aroma a colmare le cose
così che dalla notte dei corvi
armonie di rugiada e tintinnii di rondini.
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Commenti (1)
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Marisa Amadio8 aprile 2020
Speranza e rinascita nelle armonie che si ricompongono. L’augurio di una primavera che ci strappi ai corvi della paura. Molto sentita e apprezzata.
