Sotto il cielo di Artume
Franco Scarpa
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Ammanta il sogno latente, o Artume,
questa notte e l’intimo ch’è nel grembo;
con il tuo quieto e argentato lume
e io ti veglierò il volto in ogni lembo.
Amorevole ala di uno sbadiglio
o tu gemma, addossata alla mia spalla,
nell’armonia di questo giaciglio
non appena il pensier desioso avvalla.
Quivi solcare il creato e le auree acque
della tua chioma e, senza alcun rumore,
l’apice del tuo sentire; ove giacque
un fiore tormentato dall’amore.
Poi ardire il salto e giungere alle belle
ciglia, indi sugli occhi appena destati;
a contemplar le scintillanti stelle
e lucciole da fermarsi incantati...
Errar nel respiro qual fosse vento
come la farfalla in un volo arzillo;
nell’odor d’erba dei campi e frumento
quel posar di baci al grato sigillo.
L’ora è muta e ancor viva una parola,
acceso il cor che batte come allora...
Mentre la primavera aizza e consola
piangerà l’anima al sorger d’aurora.
©
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L'autore
Franco Scarpa
Salve a tutti, sono nato a Venezia nel 1965. Nel mio percorso di studi ho conseguito il diploma di maturità professionale come tecnico delle industrie chimiche, un interesse che continua a gratificarmi sia nella vita che nel mio ambiente lavorativo. La letteratura è da sempre una mia grande passione, in particolare la
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