Una seconda possibilità
Sentirsi stranieri della propria vita
e perdersi in un equilibrio a lungo ricercato
che ambisce alle piccole voluttà come calamita,
nelle esperienze di un bilanciamento solo malcelato.
Ma se vivessimo due esistenze,
e la seconda con la memoria della prima,
riusciremmo a sviscerare le nostre essenze
ritrovando più fiducia ed autostima!
Non affideremmo al tempo l’ingenuità di esistere,
governeremmo della solitudine il suo suono desolante,
delegando al cuore dei battiti il persistere,
con il fragore di un’avidità conquistata e dominante.
E assaporeremmo dei fremiti ogni istante
e dell’amore consumato e dell’oblio dei sensi
ne avremmo una cura imperante,
come fossero effluvi fluttuanti fra incensi.
Lasceremmo indietro la tristezza
per gustare felicità, emozioni e bellezza,
agguantando ogni amore divorante
a prender il posto di un mero sogno accattivante.
Sarebbe mirabile, nel ricordo della prima,
scalare la collina fin sopra in cima
mostrando, in una seconda ribalta ben riuscita,
il vero proscenio della nostra vita!
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Commenti (1)
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Francesco Rossi8 agosto 2020
Sotto il profilo strutturale la poesia e ottimamente strutturata. Versi sciolti. Nel contenuto alcune discordanze con il mio sentire in quanto gli errori fanno parte della vita, da essi attingere forza per migliorarsi e visto che di esistenza ne abbiamo una sola viviamola sino alla fine con spirito fecondo e pragmatico.
