Sorridere è guarire
Nel lento e cadenzato scorrere del giorno
il sorriso invade e travolge quel momento
di noia o di tormento
interrompendo il silenzio di contorno.
Lacera quella tenebrosa sensazione
di non afferrare il senso della vita
perché il sorriso ti pervade di una percezione
come fosse pura gioia o una favola esaudita.
Un sorriso è sempre un rifugio che accoglie e sorprende
irradia i tuoi muscoli e di chiarore risplende.
Anche nella notte, fra sogni e sentieri d’ombre,
il sorriso, come piuma variopinta, ti avvolge nella coltre.
Saprai così sorridere quando vedrai i tuoi errori,
anche quelli forieri di tempesta e distanti dagli albori,
per farglielo sapere che li hai riconosciuti finalmente
e gridare che con loro vuoi essere clemente.
Gli giungerà il sentore che ti sarai perdonata,
aprendo il tuo cuore a una risata,
li avrai accolti gli errori e coccolati
dopo averli, con indulgenza, analizzati.
Allora tu sorridi lo stesso
per incrinare quel muro che hai eretto
e le fenditure e le crepe lì scalfite
trasformale in superfici patinate.
Anche quando avresti voluto salvarti con lui e non da sola,
l’incedere di un sorriso vedrai che ti ristora,
ospitando nel tuo cuore risate senza affanni
e scacciando via tutto il laido degli anni.
©
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