Sandàlion
Siamo così tra mirti e zaffiri, poi
nel corteo di sandali folli. A stormi.
Ascoltatori di nuvole e forme, voi
che di vaganti richiami a ricami di rotte
e di assoluti suoni è l’intruso vuoto.
Si vive, qui, con impronte leggere
su spazi di più giorni, noi, imposseduta
Isola che ore d’argento addiziona ai pochi.
Sandàlion
che da Maggio in vespri di presagio,
da recisi steli e fil di polveri e conchiglie:
sciamate, dice, ché il Sole non muore. Sciamate...
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Commenti (3)
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N
Nuragus29 agosto 2020
Parole sobrie e raffinate. Una Poesia di grande intensità e coraggio. Fortza Lia
a
antonino di maio29 agosto 2020
Bella, mi piace evoca riflessioni attuali e profonde.
Salvatore Pintus1 settembre 2020
Quando l’invasore definisce l’ubi consistam dell’estate, noi indigeni abbiamo il dovere civico di dire la nostra. Mi pare che Lia assolva al compito con la consueta ispirazione e lungo le coordinate della divina Euterpe. Bra mi sia consentito vissima.
