Quando fumavo

Il tempo di una sigaretta per stare solo,
e a nulla dare retta, per mandare tutto in fumo,
affanculo.
Il tempo di una sigaretta per annebbiare,
per confondere, per scordare,
per intossicarmi più in fretta.
Il tempo di una sigaretta per non parlare,
per non ascoltare, per non spiegare,
circoscritto da nuvole e ovatta.
Il tempo di una sigaretta per un po' di calore,
per scaldarmi il cuore, per volare.
Il tempo di una sigaretta per una soluzione,
forse caduta in fondo all’incertezza,
per illuminarla... e tiro più forte.
La brace veloce si avvicina e scalda
prima la pelle ruvida delle dita,
poi la morbida polpa delle labbra.
La sigaretta è finita, e tutto ricomincia
in un dolce scoppio di dissolvenza.
Sento di nuovo l’aria della vita...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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