Terra mia de ‘ias degogliadas
Terra mia de ‘ias degogliàdas
e de lunas cagliàdas in foghìles,
canes ch’appèddant po amas in cuìles
in su rigore de oras lastimàdas
e boghes che attìtidu ‘e campaniles
po istellas chena abbas asseliàdas.
E sas umbras a lacana ‘e gosare
cantant, issas, "No potho reposare".
Terra mia di devastate strade
di focolari di mute lune
d’abbai per greggi nell’ovile
nelle ore penose del rigore
e voci come pianto dai campanili
verso stelle di non placate acque.
E le ombre già al confine del gioire
cantano, loro " No potho reposare"
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Grazie x la traduzione Piaciuta (Francesco Rossi)
Bellissima (Rita Stanzione)
Ite bella una vida a poetare (Salvatore Pintus)
Versi intensi per la bella Sardegna sf. b giornata (Alberto De Matteis)
Commenti (2)
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Berta Biagini30 novembre 2020
Duri momenti che la Sardegna sta vivendo s’intravedono in questi versi – alluvione e virus sembrano voler partita vinta, ma devono fare i conti con chi, con tutta la sua forza cerca di reprimere.
Salvatore Pintus12 dicembre 2020
Lode al genio di un verso che trabocca di amore ed apprensione per la nostra bella Isola. Oltre, nelle pieghe del vento, lasciamo che la poesia scandisca i battiti del nostro cuore isolano. Maestra di garbo e di poesia, lieve ten vai meravigliosa Lia.

