Un’anima spogliata
Il mio corpo ospita la mia anima
in una forma apparentemente anonima
che protegge come in un grembo materno
la vera parte di sé celata al suo interno.
Quando l’anima è afflitta
non bilancia con mezze misure,
si rompe in pezzi e sta zitta
a ritrovar da sé le più idonee cure.
Dei suoi crolli non va fiera
ma emozionarsi la rincuora,
lenisce le sue ferite con grazia
infrangendo quel nulla che la strazia.
L’anima affranta è come spogliata
ridotta a pure immagine, straziata,
ma sa che si tratta soltanto di un cedimento
a scapito della vita sottratta da un tormento.
Quindi si ricompatta e risorge rinnovata,
capace di dispiegare le sue ali in picchiata
e se inciamperà in un’emozione accattivante
sarà pronta a struggersi nuovamente.
Si chiama angosciarsi e poi gioire,
accasciarsi a terra e poi volare,
vivere appieno il bene e contrastare il male
apprezzandone ogni aspetto sensoriale.
©
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Vivere appieno il male sembra una forzatura (Francesco Rossi)
Letta con piacere. Il mio saluto. (Francesco Rossi)
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