Tra mise en abyme e mise en place
Per noi? Non corsie di tulipani ma ciottoli
anche se - tu, io - code primaverili di rondini in anarchici azzurri
e sandali del " noi, sì " in eccedenza.
Fluidi orizzonti d’inconsistente Aprile
- se il flashback che narra non mente -
su ginocchi d’impazienza che dicevano d’oriente.
A vani invernali d’occidente
s’allaccia la mise en abyme degli orologi: è il tempo.
La mise en place è numerata: lo facciamo un tè, Gianda?
ché dentro non ci lambisce il vento.
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Commenti (2)
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Nuragus15 febbraio 2021
E’ sempre un piacere leggerti, ma questa è da leggere e rileggere. Sei grande Lia.
Salvatore Pintus16 febbraio 2021
Bella questa poesia che è intreccio di ricordi ed esortazione a ripensare a momenti passati, giocando e vezzeggiando con l’amica di sempre. Elegante è il tuo verseggiare Lia
