Morte di un amore

Ti ascoltavo.
Eravamo in una strada dove il vento
si divertiva sui nostri visi di lapide.
Le cose dette avevano un peso assurdo
e la voce non si spegneva
forse in attesa di un gesto.
Invocavo una nebbia
che spazzasse il tutto,
per dimenticare e cancellare
quanto c’eravamo rinfacciati.
Pensavo alle ultime cose
e alle ultime parole dal suono lontano
che rispecchiassero amore.
Amore ormai era un nome
bruciato e abbandonato nella notte.
Cosa resta ora se non la tristezza
del niente e della solitudine
che mi accompagna ogni mattina
al risveglio sul vuoto.
I miei pensieri inerti e deserti
nel giorno che ogni volta
è l’ultimo giorno...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
c’è il vuoto dopo le molte parole, il giorno non (emiliapoesie39)
si colora e resta la solitudine e un addio. (emiliapoesie39)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
