Istambul

Sgusciano serpentine di vento
nel crepuscolo sommerso dai pensieri.
Guardo giochi di ombre
polverizzarsi nella notte incipiente.
Immagini di sogni sfilacciati
lungo le strade come asterischi
di sconosciute inquietudini.
Nel vano della antica finestra
avverto dense vibrazioni
di fantasmi sonnolenti e inquieti.
Il rossore dei palazzi
contorna i torpidi fianchi
di questa antica città.
Di qui sul confine dei mondi
emerge come un urlo
il mio Oriente e mi trascina
verso il Bosforo turchino
trapunto di antichi dondolii arabescati...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
La bacheca della poesia
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Intense osservazioni poetiche sulla magia d’una (Silvia De Angelis)
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