Era il tempo dei fremiti caldi

La voce del canneto
mosso dal vento del mattino
risorge dal mare.
Quasi somiglia al respiro della notte
come l’andare dolce dei nostri occhi
nell’aurora violata dal nostro canto.
Ricordo così quella mite stagione
di anime inquiete nell’alcova
pronta ad accogliere i corpi
elevati dalla voglia dei sensi.
Era luce per noi il sapore dell’oblio
nei fremiti caldi della pelle
e i ricami sanguigni del piacere.
Ora sono aliti di tempo
scritti nelle pagine profumate
del rimpianto e dell’amore...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
