L’oblio dell’Alzheimer
Si chiamano amnesie
quei vuoti che annebbiano la mente,
cancellano del passato tutte le allegrie
quando la vita decide di non esser più clemente.
Ti raggiungono all’improvviso
senza la premura di un preavviso,
a volte con reazioni di urla disperate
quando non riconosci attorno a te le persone amate.
Eppure è il tuo familiare quello a te vicino,
l’amico caro di sempre sul tuo cammino,
ma non ti sembra affatto di rammentarlo,
prigioniero dell’amnesia non riesci a ricordarlo.
È l’alzheimer quella malattia
che toglie ogni memoria fino all’apatia,
svuota di ricordi e di persone amate,
avviluppa la mente di percezioni violate.
Ogni disturbo cognitivo può peggiorare
e alle persone amate non resta che sperare
in una diagnosi precoce che possa ritardare
quel cupo oblio capace di annientare.
Si può restare insieme tenendosi la mano,
sussurrare col cuore parole di dolcezza
per fare affiorare quel ricordo ormai lontano
che si rispecchia in una lacrima di amarezza.
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