Il verbo degli ulivi, infine
Facciamo che le nostre voci,
estensioni di gigli e colombe,
siano rami di mandorli e propositi d’alloro:
non balbettano, di certo, nei respiri
finché oggi, finché è dopo
nell’aria che cresce a misura.
Mi convoca, da tempo, lo stupore
verso il giorno che diluviò il tuo nome a varcarmi soglia.
Ah, questo scrivere così non fa dimora
ma è come l’ora di isole intonate a meraviglia.
E se curiamo il verbo degli ulivi
sarà il bisbigliarci presepi e fiati, infine.
E se ti raccontassi del tempo ancora a fiorire?
Noi, infinitamente da dire...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella! Versi 7- 10 perfetti (Karapet)
Splendore di versi (Salvatore Pintus)
Molto bella. Letta con piacere. Buona serata! (Antonietta Angela Bianco)
Bellissima (Rita Stanzione)
Sempre più incredulo dinnanzi a tale splendore. (Mau0358)
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Adele Vincenti9 ottobre 2021
e se curassimo il campo degli ulivi, verde perenne a donar frutti buoni, olio d’oliva per condir l’amore, e se curassimo gli ulivi potremmo curar la pace, la pace umana tanto ambita... Se li curassimo allor sì, che nel mondo esploderebbe L’uguaglianza... Il tuo pensiero mi ha suscitato questo pensiero.
Salvatore Pintus9 ottobre 2021
Dolcissimo questo verso di Lia, introspettivo quanto basta e dialogico come desiderio di scambiare con l’interlocutore una serie di percezioni sull’intorno di vita e il succedersi del tempo. Incantevoli le osservazioni sulla natura. Una bravura che a tratti lascia senza fiato. Stupore

