La cecità dell’oblio

Non spalmo il fango sulle rughe
del livido deserto,
nè celo col fumo i lampi
dell’agitata coscienza.
Mi trova pulito
la mano che accarezza
le fiamme vive
smorzate dal lacero volo
di un’anima che ansima
su per erti pensieri,
che osserva impassibile
la frattura che il buio,
crescendo fra noi,
fa sempre più profonda.
Così tristemente
invoco la cecità dell’oblio...
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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