Vocali di piume
All’erta di occhi e labbra, stiamo
- hanno detto - che se ne andrà la slargata Terra
per cieche tempie, in precipizi d’atmosfera.
Qui era il bosco dove entrava la sera, qui
il riso d’api e di uccelli senza voliera.
E, nell’accadersi di petali, sapore di farfalle.
E qui il giubilo dei pesci. E nell’ampia erba litanie d’armenti.
Ora è quando, in attacchi di deserto,
è soprassalto di papaveri in pianura.
Da Nord a Sud - di chi la cura? - corrono
vocali di piume. E vanno, vanno
come da bocca- riva al fiume. Slegate, vanno.
Madre,
che dal tuo fiato fummo stagioni e canto,
dei germogli non taci il pianto. E i verdi, attendi. Oscura.
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Commenti (1)
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Aldo Bilato15 novembre 2021
Blah Blah Blah e la madre terra ci manda a recuperare almeno il vento La plastica ci serve per rigenerarci prima o poi…
