Gioventù malata

Nella notte una strada
coperta da un manto di cupo cemento.
Ai suoi bordi ragazzi che sembrano
aggrappati a stento alla vita
si parlano nel silenzio del buio.
Gli occhi semichiusi fissano un punto
e sembra che respirino con fatica
Il mesto grigiore dell’esistenza.
Sogni e chimere dissolte e vuote,
esistenze malate, verità sempre in fuga
mentre teli opachi si calano
su frammenti scomposti di nidi perduti.
Angeli fragili dai mondi deserti
ripetono all’ossessione le stesse parole
Fino all’ultimo, fino all’oblio...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Quanta verità in questi versi! sf. b serata (Alberto De Matteis)
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