La guerra in un racconto
Ricordo ancora il volto di mio nonno
così ricco di vita e di senno,
quando, vicino al camino, iniziava lo stesso racconto
e della sua prigionia in guerra un dettagliato resoconto.
Era fuggito fra sobbalzi di granata,
d’un colpo aveva ingoiato ogni grida urlata,
aveva una paura fitta e lacerante
solo per sopravvivere ad altra giornata angosciante.
Sai, mi diceva, ero in Sicilia catturato
poi, con coraggio e zelo, a piedi sono fuggito,
da soldato libero la patria avevo difeso
da ogni ferita del nemico che ci aveva offeso.
Raccontava mio nonno, delle bombe e dei rumori,
la guerra, mi diceva, non fa mai sconti nei cuori
perché non ci sono in fondo né vinti né vincitori
ma solo del mondo e del bene tanti avvelenatori.
Vedi piccolina, spesso mi sussurrava,
tu non dovrai mai assaporare la mia paura
delle macerie e del fuoco che avanzava
tra le rovine di quella dittatura.
Mancavano i colori che fosse notte oppure giorno,
i raggi del sole si nascondevano alle macerie d’attorno;
anche le cose inanimate apparivano cupe e monocolore
quasi a voler assecondare il grigiore dell’umore.
C’era già stata un’altra guerra, aggiungeva,
che distruzione e morte sul mondo ripercuoteva,
ma gli uomini sono solo eroi di se stessi
provocano il male per la gloria... indefessi.
Poi all’improvviso s’incupiva,
cessava il suo racconto e si appisolava.
Era grande e grosso mio nonno quand’ero bambina,
difficile immaginarlo in fuga da una da una guerra meschina.
Ogni tanto mio nonno non ricordava bene
ma aveva spesso impresse alcune scene
di quella torbida luce che un tempo l’avvolgeva,
della miseria e della morte che sempre lo feriva.
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! (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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Stefana Pieretti29 novembre 2021
commovente il ricordo nel racconto del nonno, la guerra, le paure e privazioni, il raccontare alla nipotina, per lui era, un po come sentirsi più sereno e cancellare quei brutti giorni Molto apprezzata!
