La mente spazia
Vorrei fosse piccola la stanza
dedicata ai nostri incontri,
grande quanto un’area di nuvole compatte
con un’apertura sul cielo che appena si intravede.
E poi vorrei fosse anche buio
il piccolo spazio per noi due,
così angusto e notturno da spingerci a sembrare
come dei nodi di arresto intrecciati con cura.
E potrei così soffocare sul tuo collo,
perdermi tra la tua carne,
come pelle di corteccia sfaldata
che riveste d’involucro i nostri corpi.
In margini ristretti da non poter arretrare né avanzare,
soggiogati della nostra stessa solitudine,
potremmo, senza alcun timore,
desiderare solo l’immobilità.
E riscoprire così finalmente
il piacere della linfa vitale
che scorre negli interstizi,
tra gli strati della nostra epidermide,
agguantata a lambire
della superficie corporea ogni cellula.
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...bel testo... (Lia)
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