Psoas, il tuo inarcarti
Senti, è un giallo d’autunno
impigliato al suono da dopo un nome
a crepitare al nuovo verde che fa
- già fui un prato sveglio nel molto dei canti
dei lampi, dei meli e di pietre smussate d’alba -.
E’ un azzurro gentile, rinvenuto gelsomino
di uditi riaperti quasi all’ovest di palpiti,
che l’ombra muta in sole sui lobi
e in psoas il tuo inarcarti sul mio cuore di germogli
che alti come alberi si levano. Lo senti, lo so, lo senti...
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