La polvere del tempo

Erano d’un giallo antico i muri della mia casa
e freschi di rugiada i prati della sera
quando sulla soglia impaziente
aspettavo il rientro di mio padre
come fosse un richiamo della terra.
Ora caduta la polvere del tempo
che ha nascosto le orme dei miei passi
l’eco di un sangue lontano batte
nel mio cuore impercettibilmente.
Così i miei occhi, stanchi dell’insonnia,
non godono dei lenti torpori
sopra il sonno dei verdi prati,
ma è rigida la vecchia corteccia sui tronchi.
Lungo le strade di vetro e sul mio viso bagnato
è vita soltanto il palpito delle mie vuote mani...
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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