Giugno e le sue dita su osso di farfalla
Le dita disarmate di Giugno
posano sul petto la loro ambizione breve: d’altronde
come può essere ancora tumulto alla mia forma
gli intarsi del sole dentro il giardino
e i sospiri della thunbergia, all’ombra?
Come me, uno straniamento il volteggiare di un’ape
- che è voce del tempo, vocìo leggero, su pareri di gramigna -
E ogni volta Giugno mi vede e balza
sul riposo dei talenti, con le sue dita.
Qualcuno corre il verde nella strada - prudenza -
e non sono io, maturo osso di farfalla. Non sono io.
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Commenti (1)
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Giuseppe Mauro Maschiella22 giugno 2022
Una stpenda lirica sulla linea del susseguirsi delle stagioni della vita, ove giugno è l’inizio della stagione più bella, ma ormai andata. Elogi sinceri!
