L’esitazione
Mi sembra di vederla
quell’area dell’esitazione,
settore mentale definito ed insolente,
che sorveglia consunta ogni accadimento,
instancabile e fedele
come l’ombra proiettata dai corpi.
Mi pare di attraversarla l’esitazione,
impalpabile come le nubi bianche di panna
che transitano sulle case nei cieli estivi,
eterea come un alito improvviso di vento
che, inaspettato,
sfiora i visi carezzando la pelle.
È l’esitazione il luogo dove muore la fiducia,
dove giace l’attesa per quell’abbraccio
che non ha mai appoggiato due corpi
o per quel bacio
che non ha mai lambito due labbra,
il luogo in cui le parole, sospese a mezz’aria,
paiono solo lontani e indecifrabili echi.
Ha contezza di sé l’esitazione
perché conosce il suo destino
e sa che se un giorno svanisse,
sconfitta da un’insolita audacia,
l’occasione, sempre in agguato, avanzerebbe
pronta ad afferrare, senza il peso dell’inibizione,
quel desiderio troppo a lungo agognato.
©
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