Dune di silenzi
Ormai parlo con poche persone.
Di poche persone mi fido.
Di poche persone ho bisogno.
Veramente di nessuno.
Ma ho bisogno di dare un tetto ai miei pensieri;
d’ illudermi che ho casa.
Preferirei l’ombra di una siepe, avvampata di luce al mattino.
Sforbicio, sforbicio tutto.
Mi meraviglio quando mi accorgo che ci sono persone che hanno bisogno di me.
Del mio mantice di tristezza.
Eros è la molla.
Mi abita assopito, ma c’è chi ha tocchi per svegliarlo, ed allora è caos.
Trattenerlo è brivido.
Va, verso sponde sconosciute e di albatros in voliera diventa ali e poesia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Commento letto con attenzione, grazie! (Caterina Viola Scimeca)
Commento letto con attenzione, grazie! (Caterina Viola Scimeca)
Commento letto con attenzione, grazie! (Caterina Viola Scimeca)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
B
Barba3 agosto 2024
Colpito da alcuni passaggi, decisi e nelle mie corde. Tutta la vena di contrasti tra ombra e luce, mi sono piaciuti. Quello " sforbicio tutto" e quell’illudermi che ho casa... molto belli ed efficaci.