Luogo delle mie mani
Fucina di rabbia, i miei capelli
sbigottita la strada da vortici di cielo e collina
la sera è d’estate, poco fa.
Artigli di vento e balzi di stelle nella terra:
non è qui che devo stare.
Madida di molecole d’arcobaleno
- sono azzardi di canti sulla grondaia? -
palpito del dire caro è domani
cammino per epifanie d’intimità:
ti sarò carezze del presente, luogo delle mie mani.
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