Palpita Maggio su voli allungati
Ed é Maggio
fra innesti di rose di Janas ridenti
che il corpo d’archi, senti, profumati di colore;
così si distraggono le viole e il blu di dentro
che d’altro non parla al non finito di ieri.
Oltre il vetro, vigila su orali cautele, il verde
su ali di rami e presentimenti
su rovi del nostro biancore - che immensamente ancora -:
sarà che cambi posizione il Cielo e incomba
- grazia che non si sa, lune che nemmeno -
su voli allungati d’azzurrità, allodole di ore.
Ma
palpita Maggio solo da poco fa...
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
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Bellissimo testo. (Ausilia Giordano)
Complimenti per il testo (Alessandro Sermenghi)
Commenti (1)
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poeta per te zaza11 maggio 2025
Lune che nemmeno... Grazia che non si sa. Eco di rinascita. Maggio palpita!
