Spilli di silenzi
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Eri tutta chiusa nei tuoi spilli di silenzi.
Rannicchiata in un futuro
che ancora non aveva imparato a mostrarsi.
Ti ho rivista donna,
con due bambini alle spalle.
Uno piangeva e ti tirava la veste,
l’altro ti chiedeva qualcosa sottovoce.
Avevi scarpe ballerine,
non più tacchi.
Lo sguardo dolce,
ma travolto da quel chiacchierio
che non dà tregua.
È un’onda la vita:
si sistemano sedie
dove c’è il vuoto.
E presto le sedie restano vuote.
La sera è una brezza di malinconia.
Si attende sempre un incontro che ritarda,
le maniche della vita tirate,
un passo oltre il vetro—
un passante che ti sorride,
che ti fa un cenno con la mano.
E in quel cenno
raggomitoli il muso della notte.
Sei un gatto.
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Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti21 novembre 2025
bellissima dolcezza che prende l’anima del lettore plauso
