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Riflessioni 8 febbraio 2026 · lettura 2 min · 195 letture

Il Varco Leonardesco

Franco Scarpa 229 poesie pubblicate
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Prima del mondo non bastò quel buio, ma un’idea senza nome s’addensava; non era ancora il tempo di Leonardo, finché un pensiero ruppe quella notte e il tempo colse il peso dell’inizio. La Visione, improvvisa, fu una febbre, ardore cieco, senza mai requie; nell’ombra tremò il primo moto incerto, e il pensiero incise il gelo immobile cercando un volto privo ancora di carne. La Mano emerse lenta dalla luce, timore in chi misura il proprio gesto, e il segno si spezzò sul suo principio, il creato esitò davanti al tocco di un tratto ardente non ancora forma. Nel Corpo la natura si lacerò, non per errore ma per troppa forma; vene smarrite scorsero la breccia, e l’ossame, tremando, tese archi rotti per sostenere un grido che bruciava. L’Acqua parlò nel ritmo del suo urtare, esperienza del limite che vive, e il vivente, esitante, lentamente apprese il peso stesso del cadere, seguendo il corso instabile del fluire. Il Volo si levò, ma restò incompiuto: ala più rapida del proprio calcolo, ma l’aria, ostile, respinse il progetto, mentre la spinta ardeva contro il cielo volta al varco che mai si concede. Nel Non- finito l’uomo si disperse, lasciando alla traccia il senso d’errore; i giorni ne corrodono i contorni, finché la traccia, orfana di firma, resiste ancora al richiamo d’origine. E in Monna Lisa la figura indugia: sorriso che trattiene la domanda, specchio opaco d’un sapere umano; la luce vi si scioglie e poi s’innalza, oltre il confine vivo del ritratto.
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L'autore
Franco Scarpa

Salve a tutti, sono nato a Venezia nel 1965. Nel mio percorso di studi ho conseguito il diploma di maturità professionale come tecnico delle industrie chimiche, un interesse che continua a gratificarmi sia nella vita che nel mio ambiente lavorativo. La letteratura è da sempre una mia grande passione, in particolare la

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Commenti (3)

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Marcella Usai8 febbraio 2026

Il poema del poeta Franco Scarpa racconta la nascita dell’idea e del processo creativo, usando Leonardo come simbolo dell’arte e della conoscenza. Mostra la difficoltà di trasformare il pensiero in forma concreta: il gesto, il corpo, l’esperienza e il limite umano sono tutti protagonisti. L’opera resta spesso incompiuta, ma lascia una traccia che resiste nel tempo. La Monna Lisa diventa il simbolo del mistero e della perfezione artistica, con il suo sorriso che invita a riflettere. Superlativo

Pierfrancesco Roberti8 febbraio 2026

bellissima lirica con figure poetiche che tremano l’infinito plauso

Poesia densa e profonda che immagina la Gioconda come creazione suprema del “varco” leonardesco: il momento in cui il pensiero di Leonardo squarcia il buio informe, la mano esita tra creazione e infinito, e il sorriso trattiene, opaco e vivo, l’enigma stesso dell’umano che guarda se stesso. Bellissimo l’intreccio tra genesi dell’opera e genesi del mistero che essa custodisce. Congratulazioni.