48 lettori online · 354.436 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale francoscarpa.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Fantasia
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Franco Scarpa
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Fantasia 27 giugno 2026 · lettura 2 min · 50 letture

Quarto Canto dei Sogni e delle Visioni del Tempo

Franco Scarpa 230 poesie pubblicate
+ Segui
Vidi le acque sollevarsi come mura di cristallo, e la terra tremare sotto il peso dell’alto. Gli uomini correvano come ombre tra le onde, e il vento portava nomi dimenticati. Un angelo parlò dal vortice: «Questo è il ricordo del mondo che si rinnova quando la memoria diventa giudizio». E il mare si richiuse come una palpebra. Poi vidi animali sorgere dalla polvere: aquile, tori, leoni, lupi, serpenti, ognuno con un segno inciso sulla fronte. Risuonavano con timbri di metallo, e i loro versi erano numeri e luci. Mi fu detto che ogni bestia era un popolo, ogni popolo una stella, ogni stella un frammento di coscienza. E il cielo si riempì di greggi di luce. Apparve una casa costruita nel chiarore: le sue mura erano fatte di canto, le sue porte di vento. Lì dimoravano i giusti, coloro che avevano attraversato il tempo senza perdere il nome. Il Figlio dell’Uomo li chiamava per numero e ogni numero era una melodia. La dimora respirava come un cuore di stelle. Vidi il cielo aprirsi come un libro, e i pianeti combattere tra loro. Alcuni cadevano come pietre ardenti, altri si spegnevano senza rumore. Gli angeli scrivevano sul fuoco le leggi della restaurazione. E il mondo, ferito, si ricomponeva come un corpo che ricorda la propria forma. ❈ Non erano soltanto sogni, ma memorie giunte da un tempo che precede il ricordo. Parlavano per immagini, vestivano di animali ciò che nessuna lingua poteva custodire. Ogni figura era un volto, ogni volto un messaggero, ogni simbolo una parola caduta dal cielo. Il diluvio, la casa di luce, la contesa degli astri — non annunciavano soltanto il futuro, ma ricordavano un incontro che gli uomini avevano dimenticato. Per questo interroghiamo ancora i sogni: li percorriamo come sentieri antichi, cercando tra le figure della notte la traccia di una voce che continua a chiamare senza pronunciare il nostro nome. Il tempo non cancella le visioni. Le seppellisce. E ogni tanto, nel sonno di un uomo, una di esse solleva il velo della notte e gli parla con la voce che credeva estinta.
♥ 0 💬 4
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

IV Canto di V

L'autore
Franco Scarpa

Salve a tutti, sono nato a Venezia nel 1965. Nel mio percorso di studi ho conseguito il diploma di maturità professionale come tecnico delle industrie chimiche, un interesse che continua a gratificarmi sia nella vita che nel mio ambiente lavorativo. La letteratura è da sempre una mia grande passione, in particolare la

Tutte le opere →

La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


bellissimo (Pierfrancesco Roberti)

bella, bellissima! (Stefana Pieretti)

Una meraviglia per chi legge (Ausilia Giordano)

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Pierfrancesco Roberti27 giugno 2026

bellissima lirica versi molto molto profondi che emozionano il cuore complimenti

Stefana Pieretti27 giugno 2026

caro poeta, ogni volta mi sai meravigliare con le tue opere, decisamente uniche, sai far danzare il cuore del lettore tra i tuoi bei versi. Complimenti e elogi di cuore!

Marcella Usai27 giugno 2026

Il componimento di Franco Scarpa è una potente visione lirica e profetica che descrive uno scenario cosmico e apocalittico, dove elementi naturali, animali simbolici e figure angeliche si fondono tra distruzione e rinascita spirituale. Nella seconda parte, l’autore rivela che queste immagini non sono semplici sogni, ma memorie ancestrali e dimenticate di un’epoca primordiale. Il sogno diventa così uno strumento profondo per superare i limiti del tempo, permettendo all’umanità di riscoprire un legame segreto e indissolubile con il cosmo e con la propria dimensione spirituale più autentica. Bellissima!!

Il componimento si configura come una potente visione cosmica e archetipica, sospesa tra suggestioni apocalittiche, simbologie bibliche e slanci mistici. Attraverso la metafora del sogno e memorie ancestrali, il testo indaga il mistero del tempo, il giudizio universale e la ricomposizione di un mondo ferito custodito da giusti e creature di luce. Le visioni del passato, sepolte ma mai cancellate, riemergono così nel sonno per restituire all’uomo una verità dimenticata e una voce che continua a chiamare dal profondo. Congratulazioni poeta.😊