Alba d’ambra
Antonietta Angela Bianco
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È un’alba d’ambra che respira piano,
tra i solchi d’ombra e il battito del sole;
maggio è un ricamo steso sul piano,
un sussurrare senza più parole.
Si fa cristallo il gelo del ricordo,
mentre il domani morde la sua mela;
è un canto teso, un magico raccordo,
una carezza bianca che si svela.
Vana follia cercare in terra pace,
se il desiderio torna come un rito;
brucia l’inverno in questa luce audace,
un bacio d’oro in un giardino ardito.
Siamo la soglia, il brivido e l’attesa,
corpi sospesi in un oceano azzurro;
la vita esplode, immensa e mai arresa,
nel vento che si perde in un sussurro.
È un sortilegio che la linfa scrive,
un graffio dolce sopra la vetrata;
maggio è il coraggio di chi ancora vive,
dentro una gemma appena risvegliata.
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