Mappa di nebbia
Antonietta Angela Bianco
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Siamo un disegno di costellazioni
tracciato sopra un foglio di aria pura,
un’architettura di fumo e di radici
che prende forma soltanto se cammini.
Non c’è una bussola fissa sul quadrante,
eppure il Nord si sposta con lo sguardo.
Tu porti il tuo silenzio di foresta,
io la mia fretta come un vento estivo;
ma il nostro spazio non è la somma dei passi,
è la radura incolta che si svela
quando le nostre ombre si confondono.
Questa terra comune non ha mura,
somiglia a un fiume d’ambra che trasmuta,
che a volte si restringe in uno stretto
o ci allontana come due pianeti
lasciando un vuoto specchiante tra le dita.
E in quel vuoto sospeso, come un’eco,
il tuo respiro sfiora la mia voce
senza pretese di specchiarsi uguale.
Ci orientiamo a braccio, come i rami,
cercando solo un modo più profondo
per abitare il rischio di essere vivi.
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Antonietta Angela Bianco
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