Nonno

Nonno, te ne stavi seduto
con aria sorniona e pensierosa
sulla poltrona,
mimando i tuoi pensieri con il viso
e gesticolando con le mani.
All'improvviso il tuo sguardo
s'illuminava,
tiravi fuori dal taschino il tuo orologio luccicante,
avvolto in una lunga catena:
lo tastavi, lo osservavi, lo regolavi,
gli davi la carica e poi lo riponevi,
riprendendo il discorso interrotto
con i tuoi pensieri.
A volte, assistevo in silenzio
a questo rituale, denso di voci e di sussieghi.
Un rapporto vibrante con le cose,
che dopo molti anni si empiono
delle tue energie,
delle tue forze interiori,
si plasmano con la tua anima.
Quando stavi male,
riponevi l'orologio fra le mie mani, io te lo ridavo.
Adesso è qua che ticchetta il tuo amore,
pietra miliare del tuo cuore.
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Commenti (3)
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Berta Biagini8 settembre 2008
Un ricordare le piccolezze del passato è triste - ma riesce a farti sentire più vicino la persona alla quale queste sono appartenute.
Josy8 settembre 2008
Ricordi pieni d'amore fatti di piccole cose ma che possono riempire il cuore. Bella e sentita!
W
Whiterose2 ottobre 2008
Mi sono venuti in mente ricordi dolci leggendola. Bella, abbiamo in comune l'amore per un nonno speciale e il titolo di una poesia. Un sorriso tra le lacrime.

