A mia madre

A Baucina
vivevo contenuta in te
tra il ticchettare dei tuoi passi
il rumore delle stoviglie
il brusio e il ronzio stridulo
delle voci provenienti dalla strada
Tutto era un abbraccio
La mia stanza era satura di sogni
grondante speranza
L’albero che si ergeva sovrano
davanti la porta della nostra casa
spandeva i suoi rami
il tocco lieve delle sue foglie
sul davanzale della mia finestra
danzando e ritmando all’alito del vento
La sera
nella penombra
seguivo i suoi ondeggi
e tutto in me vibrava e pulsava con essi
Bastava un pensiero
una luce più intensa
una mano madida di sudore
per avere tutto:
circoscriversi nell’infinito
e roteare con esso
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Piaciuta molto, (Rosy Marchettini)
Commenti (1)
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Veleno8 novembre 2008
Bei versi in un contorno che è un meraviglioso ricordo. Delicati accordi di un nostalgico tempo che fù. Ricordo stupendo... Piaciuta molto
