Avrai ottant'anni

Te ne stai appollaiata
dietro le persiane abbassate
della porta finestra socchiusa.
Maceri sogni.
Trame di vita intessute di niente.
Cogli vigile il passo
di chi ignaro attraversa la strada
adiacente casa tua.
Ormai il tempo per te
è acqua che scorre disperdendosi
in foci oceanici stagnanti.
Non incanali più il suo corso
non lo raccogli.
Spii gli altri vivere:
correre
imbrattarsi
purificarsi.
Tu sei silenzio pietrificato d'attese.
Non hai più nulla da chiedere
da dire.
Ti basta carpire lo sguardo di chi passa.
Vestito nero
capelli bianchi
viso rugoso
avrai ottant'anni...!
All'improvviso un giorno
sporgi il capo
e mi rivolgi la parola
passando: Che ora è?
Da allora sempre la stessa domanda
ritmante, svuotante, assordante...!
"Che ora è?"
E' l'ora del giorno che non è!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Cuccu Anna Maria14 marzo 2009
Quando si arriva a una certa età il tempo sembra fermarsi e si osservano più le vite altrui che non la propria. Si attende una signora velata di nero e si continua a chiedere che ora è o a controllare l'orologio, quasi a prepararsi per un ultimo appuntamento. Intensa, originale, profonda. Stupenda.
A
Annysea14 marzo 2009
piaciuto anche a me questo ritratto di donna misteriosa...
Kiaraluna15 marzo 2009
Spiare gli altri vivere da dietro la finestra... spesso è quello che facciamo senza essere giunti alla soglia degli ottantanni. Molto bella e riflessiva.

