Inno a partenope
Carmine Branco
97 poesie pubblicate
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Oh Partenope,
Tu m'hai preso
il cuore, ferito,
questo, da tanto disamor.
Ti parlai di me
senza conoscere
il tuo intimo pensiero,
vera vita che è in Te;
mi prendesti
per il tuo essere
qual sei, ed Io
ti vidi quale Venere,
nascere sulle sacre
sponde del tuo
azzurro mare.
Su quelle spumose
acque a me care,
t'immaginai sorgere,
oh Principessa e,
Tu m'innamorasti
delle tue bellezze vere,
il verbo che proferisti
con le tue graziose
labbra!
Tu come me soffri per
errato amore a Vulcano;
mi promettesti soccorso
nella mia sbattuta
navicella, ma poi
ti sei sottratta al mio
sguardo, vera notte questa,
come per timore che io
ti chiedessi più di quanto Tu
potessi offrire, o timida!
Ma se anche il mio
desìo fosse questo,
che v'è d'innaturale o di
dissacrante?
Ti dissi di non precludere al Tuo
animo nulla, poiché
è il Fato a tessere la
Trama ed a unire i fili,
non già l'uomo!
Ma Tu scomparisti
su quelle onde!
E che? può mai una Dea
mentire e fuggire l'adoratore?
Se odi la mia prece, Aphrodite,
torna e di paura non
prender piglio, che
al Fato non si fugge,
senza incorrere nelle
ire delle Furie!
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
Commenti (1)
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Ausilia Giordano8 aprile 2009
I versi, presentati in una stesura elegante, esprimono suggestività ed emozionano nel leggerli. Se puoi, rivedi il testo nel titolo per la lettera maiuscola a Partenope e la lettera maiuscola dopo il punto interrogativo nel verso: "E che? Può mai una Dea ..."

