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Amore 8 aprile 2009 · lettura 2 min · 3440 letture

Inno a partenope

Carmine Branco 97 poesie pubblicate
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Oh Partenope, Tu m'hai preso il cuore, ferito, questo, da tanto disamor. Ti parlai di me senza conoscere il tuo intimo pensiero, vera vita che è in Te; mi prendesti per il tuo essere qual sei, ed Io ti vidi quale Venere, nascere sulle sacre sponde del tuo azzurro mare. Su quelle spumose acque a me care, t'immaginai sorgere, oh Principessa e, Tu m'innamorasti delle tue bellezze vere, il verbo che proferisti con le tue graziose labbra! Tu come me soffri per errato amore a Vulcano; mi promettesti soccorso nella mia sbattuta navicella, ma poi ti sei sottratta al mio sguardo, vera notte questa, come per timore che io ti chiedessi più di quanto Tu potessi offrire, o timida! Ma se anche il mio desìo fosse questo, che v'è d'innaturale o di dissacrante? Ti dissi di non precludere al Tuo animo nulla, poiché è il Fato a tessere la Trama ed a unire i fili, non già l'uomo! Ma Tu scomparisti su quelle onde! E che? può mai una Dea mentire e fuggire l'adoratore? Se odi la mia prece, Aphrodite, torna e di paura non prender piglio, che al Fato non si fugge, senza incorrere nelle ire delle Furie!
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L'amore è simile ad una navicella e al timone non c'è Eros all'inizio, bensì la dolce dea dell'Amore, Aphrodite. Avvolte la timida divinità non appare procace, bensi timorosa. Ma il destino non può essere contrastato invano!

L'autore
Carmine Branco

Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla

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Commenti (1)

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Ausilia Giordano8 aprile 2009

I versi, presentati in una stesura elegante, esprimono suggestività ed emozionano nel leggerli. Se puoi, rivedi il testo nel titolo per la lettera maiuscola a Partenope e la lettera maiuscola dopo il punto interrogativo nel verso: "E che? Può mai una Dea ..."