Elegìa
Carmine Branco
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Speranze, mal riposte,
in un futuro che non esiste!
Sogni infranti,
come i vetri dopo un
terremoto,
la nera signora avanza
e distrugge
ogni residuo
di illusione!
Ma si che prego
nel mio buio,
la morte,
che solleva ogni pena,
e mi porta via l'affanno,
di un domani
d'abbandono e
solitudine
che non potrò
affrontare!
Chieggio la Morte!
la mia unica
speme,
in questo venerdì
santo, crocifisso
ad un corpo
che la morte
non chiama,
vero aborto
di una umanità
infame!
©
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
Commenti (1)
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Cuccu Anna Maria10 aprile 2009
Quando l'anima non riesce più a sopportare l'angoscia e il dolore vorrebbe volare libera fuori dal corpo che la incatena alla terra e morire. Intensa e drammatica, ma anche vivere in determinate condizioni è un dramma anzi una tragedia. Molto apprezzata e condivisa.

