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Sociale 20 aprile 2009 · lettura 1 min · 3567 letture

Il nonno piange

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Carico d’anni delusioni e malanni, il nonno aspetta i diletti nipoti. Nel parlatorio di un luogo inospitale, assieme ad altri vecchi aspetta, aspetta e nel cuore ha tanto male. Nell’attesa sogna... rivede il suo passato: era un gagliardo giovane, ha lavorato tanto, ha sofferto, vissuto e molto amato. Piange il nonno. Amare lacrime velano i suoi occhi. Non vede più suo figlio, i suoi nipoti... non li conosce più. Il figlio ha il suo lavoro, la nuora... impegni a non finire. I nipoti... sono diventati grandi, frequentano l’università. Colui che lavorò tanto, che dedico i suoi giorni ai "cari" nipotini, adesso più non serve. E’ vecchio e anche malato. Piange il nonno e prega con ardore che venga presto il giorno in cui finirà il dolore. Andrà in un luogo ameno, starà dentro una stella dove non si diventa vecchi e la vita è sempre bella. In quel paese magico non esistono ospizi, figli irresponsabili e nipoti molto ingrati. Adesso il nonno ride... il suo viaggio ormai non è lontano da questo brutto posto triste e tanto strano.
#Nonno#Figli#Piangere#Solitudine#Disperazione
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I nonni in molte famiglie vengono "usati" soltanto quando servono per giocare con i nipotini, accompagnarli a scuola ecc. Quando diventano vecchi, stanchi e pieni di acciacchi, non servono più e vengono buttati al "macero", cioè alla "casa di riposo", come si usa chiamare oggi l’ospizio. Desidero fare questa domanda:" Quando si diventa vecchi, si finisce forse di essere "persone"?

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (6)

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O
Osvaldo Spizzirri20 aprile 2009

Versi tristi per un amara verità,iniqua condanna, disprezzo della persona e della dignità dell'uomo, figlia del progresso malato, dell'abbondanza e della ignoranza dell'uomo, a discapito di chi non può o non sa difendersi a causa degli anni e degli acciacchi della vita, vero inferno in terra cui l'unica speranza di vita è la morte... Chisà un giorno questa triste vergogna, sarà ad appannaggio di chi oggi crudelmente la perpetra ai suoi simili, lacrime di rimorso, non basteranno a calmare i tormenti della coscienza... Bella

L
Lorenzo Crocetti20 aprile 2009

Non mi è del tutto dispiaciuta questa poesia, a tratti condotta con l'andamento di "ballata", anche se l'argomento non è certo originale, anzi oserei dire alquanto scontato. Però, se non altro, l'autrice lo espone con una chiarezza che si intona al concetto "familiare", si fa capire insomma, e questo, per me, non è pregio da sottovalutare. Come faccio io, del resto, non si addentra a trattare l'argomento con lo stile ermetico, il quale stile, se adoprato da chi ci sa fare, genera capolavori, ma in mano a chi vuol fare ermetismo senza attitudine... Brava dunque la presente autrice. Tratta un argomento scontato, ma almeno lo tratta bene. Ed io leggo volentieri la sua poesia.

con quale parole si può definire un capolavoro che nel trasmettere il suo dire è meraviglioso... il toccante umano dipinto in versi noda la gola... e la splendida introduzione a se di spiegazione pone la base del vero sentito... ad una certa età si rimane persone o corpi ingombranti... che MERAVIGLIA... UNA POESIA DONO DEL CUORE... STUPENDA

Berta Biagini20 novembre 2011

Incredibile come l’autrice in questi versi sia riuscita a far vivere qualcosa che sempre più nel tempo riesce a trafiggere – il mondo continua ad andare avanti, dimenticandosi di chi sempre tanto ha donato con amore e affetto – essere due volte genitore è qualcosa di stupendo difficile da capire se non lo si tocca con mano. La paura dell’abbandono vive sempre dentro di noi ed è per questo che sino all’impossibile dobbiamo cercare di essere indipendenti.

Donato Leo6 gennaio 2015

Io sono un nonno e questa poesia mi ha fatto piangere. Vorrei che non fosse così per tutti, ma la realtà, purtroppo, è questa.

Umberto De Vita6 gennaio 2015

Una poesia un po' malinconia che rappresenta anche molte realtà. E' bella nella sua semplicità e realtà. L'ho molto apprezzata.