Occhi spenti
Carmine Branco
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In fondo a quegl'occhi
ancora una visione di balocchi,
come in uno specchio,
frantumato ormai dalla
infame crudeltà di chi
ha dimenticato
la propria infanzia.
Oh di cosa è capace
l'uomo, che ha ucciso
quell'atomo di puerile
innocenza che il creato
gli aveva lasciato!
Ma se il ricordo dei baci
materni son scomparsi
con le rughe dell'età,
dentro te, infame,
rimane il sentore di
quelle carezze di tenera pietà
che la tua superba presunzione
ha strappato via da quell'anima
innocente, troppo presto
reso donna e, i cui occhi,
vitrei ormai, ti rimarranno
come una lama conficcata nel cuore di orco: taci!
©
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
Commenti (1)
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RaggiodiSole6 maggio 2009
Versi che traspirano tutta l'atrocità della violenza perpetrata ai danni di una piccola, innocente cratura. Aprezzata nella sua cruda verità

