Canto secondo (invocazione)
Carmine Branco
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Non mi si può chiedere,
o Palma mia,
di farmi tacere il cuore,
se ognor di te brama
il tuo pietoso amore.
Ma che d'è
la tua fobia,
oh bella,
che teme amor
si puro da cotanto
pretendente?
E che?
Il cuor tuo
non freme
nel saper che
si passional amante,
alle tue ginocchia
preme?
Oh lassa
che il nocchier d'inferno,
Caronte,
porti via quest'alma disperata,
come disse Dante,
se il tuo cuor
mi neghi!
Neh! di quanto?
e fino a che punto?
Il tuo cuore
di dolce puella
non puote
ricalcitrare in eterno
si focoso vanto
di un viro che d'amor
s'è perso,
oh bella tra le donne,
ai tuoi piedi e,
supplice ti chiede
di averti seco
lui accanto.
Oh Muse,
oh Pan!
Donatemi,
col fuoco sacro
ad Apollo,
le parole perse
che addolcirono
le ninfe
alle brame
del dio dei boschi
e al suo desir soltanto!
Piansi!
Ma non di disperata venia,
bensì di sacra lena
e furiosa vampa,
che il di te
desio
mi poni dentro,
o Palma.
Pichierò alla porta
dell'alma e core tuo
finché non aprirai
al mio cuore soltanto.
©
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
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RaggiodiSole24 maggio 2009
Stupendo poema del poeta verso la dama desiderata, si sente tutta la passione l'ardore nel convincere la recalcitrare dama ad aprire le porte dell'Anima e del Cuore. Stupenda, beata quella dama cui avrà il Cuore del poeta

