Canto III (prece a Venere)
Carmine Branco
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Venite, ascoltate le parole
del poetucolo,
le cui pen d'amore
trasforma in dolci versi!
Ormai all'infinita
innocenza di Venere
innalza la supplice
prece, o Palma,
che il saluto
gli togli come
a Dante
Beatrice fece e,
senza capir
il che e il quando!
Egli, teco se,
il futuro auspicio
fece, oh Amor
che da te,
l'almo nobile prese.
Fin da tenera età,
o diva, volgesti
a lui pietoso sguardo;
tu compassionevole
fosti al tuo fedele
novello Parride
che di te maggior
beltà fece e,
per il cuor di
madonna Palma,
finché a giusta
ragion del cuor
conduci, si che
di ineffabile
passion il suo
desiderio socchiudi,
al disperato appello
e all'union felice.
Sette colombe all'ara
tua promise e per immacolato
auspicio in libagione
della sua bella,
il sacrificio,
purché il suo cuor,
tu ferisca.
O estatica fra le
divine, oh Aphrodite!
Mai s'udì che
ai tuoi devoti
la via non additi,
il che fà di te,
tra gli dei, la vera Vita!
©
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
Commenti (1)
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RaggiodiSole6 luglio 2009
Continua il poema, prezioso ricamo di pensieri e intarsiato di passione e speranza. Veramente apprezzata, molto bella.

