In un vortice solo
Vibrazioni di un sentire s'affacciano sulla soglia di ogni antico sapere ci parlano di un muto andare dei canti fuori
Biografia Maurizio Spaccasassi-Pseudonimo(soledelmattino) Nato a Chivasso (To) 26-01-63. Titolo di studio Diploma medie superiori specializzazione Perito Meccanico. Quando si inizia a scrivere per se stessi ,si ha come la sensazione di comunicare con il proprio inconscio,si cerca la chiave che entra nella nostra stessa anima. Si scrivono poesie per confondere la realtà come quando si usa una maschera per non farsi riconoscere o forse per non apparire per quello che siamo veramente,essere veri potrebbe significare un segno di debolezza,molti intorno a noi fanno di tutto per non esserlo quando basterebbe cosi poco per rimanerlo. Mi ricordo che ho iniziato a scrivere perchè facendolo mi faceva stare bene,mi allontanava da quel presente,da quei continui litigi familiari.Quando a scuola scrivevo i miei primi temi mi capitava di non riuscire più a smettere, il contatto tra la penna e la mia mano sembrava essere la miglior simbiosi e quell'inchiostro che prendeva voce su quel foglio sembrava sangue blu sgorgato direttamente dall'anima. Avere un posto dove poter volare significa essere liberi di poter lasciare una realtà troppo scomoda e una parte della mia infanzia non è stata delle più felici. Ma come tutte le cose si cerca di ricordare sempre il meglio La prima poesia che mi è rimasta impressa fu l'infinito Di Giacomi Leopardi,riuscivo a sentire e provare tutte le sensazioni che provò l'autore frapponendo fra se e l'infinito quella siepe.L'immaginazione che nasce dai limiti che noi uomini ci creiamo appositamente ci aiuta a creare,l'illusione ci aiuta a sognare ed a inventarci un mondo nuovo. Ho iniziato a scrivere a 17 anni a seguito di qualche delusione d'amore.Ho smesso dopo pochi mesi,anche se in quel periodo la mia scrittura era strettamente legata al pessimismo Leopardiano.Non riuscivo a scrivere nulla se non era triste o malinconico. Nel 2000 la tecnologia mi mise tra le mani uno strumento molto importante:internet. Fu allora che dentro di me sentivo una forte voglia di comunicare,vedevo la possibilità di fare conoscere a tutto il mondo il mio pensiero.Sentivo il bisogno di sentire l'anima degli altri e allo stesso tempo di donare tutto me stesso. Ho conosciuto molte persone stupende che mi hanno trasmesso quell'amore che solo l'anima senza il corpo sa far trasparire.Nel frattempo la vita non ha fatto altro che mettermi sotto pressione in continue prove.Per forza di cose fui costretto ad affrontare la vita vedendola per quella che era veramente,senza mai aggiungere nulla che le esperienze negative ci portano a pensare.Le mie parole in molti casi riuscivano a far stare bene molte persone.Aldilà dei successi o delle approvazioni,era questo quello che volevo,certo ci sono state molte cadute,ma rialzandomi ho scoperto che un male che serve solo per crescere e maturare. In 10 anni ho visto un proliferare di siti di poesia,molti scrivono poesie,ma pochi ci sanno entrare veramente nell'anima del poeta,ci si lega sempre più alla quantità e davvero poco alla qualità e se non si comprende cosa scrive un poeta come pretendiamo che gli altri capiscono cosa scriviamo noi. Ho scoperto che il poeta non è solo laureato,non è un esperto linguista,niente di ciò che pensavo. Ho scoperto che il poeta è un uomo/donna semplice che ha imparato ad ascoltarsi negli anni di vita e riesce a suonare con lo strumento della penna, le più belle canzoni con note d'inchiostro.Un incanto dell'anima. La poesia non è camuffata,spesso ce l'abbiamo davanti agli occhi tra gli atteggiamenti più semplici di questa vita. La natura ci parla,con quelle vibrazioni che è impossibile non sentire e noi siamo quella finestra da specchiare al mondo. Noi non siamo nulla(noi moriremo)la poesia è l'essenza è il tutto(lei rimane).
Vibrazioni di un sentire s'affacciano sulla soglia di ogni antico sapere ci parlano di un muto andare dei canti fuori
Sulla cresta del mentre danzano pensieri di assorti colori fino a quando uno solo ti farà scegliere il
Nella prospettiva si un sentiero mi specchio a tratti nel fermo immagine di un pensiero. Ferito dagl'anni mi lascio
Mescolando l'immaginazione con i colori della realtà ne ho ricavato un miscuglio di un eterogeneo amore che ha ne…
Seduti sul respiro in una panchina tra il danzare di foglie in un autunno ancora scalzo si gioca a fare il pittore fino
Ho rapito il tuo sorriso per mangiarlo in un altro tempo nel letargo del mio sogno per quando la porta chiusa non
Ti aspettavo da tempo in fondo a queste scale e sei arrivata dal cuore mentre le parole erano perse tra sentieri di mill…
Ho camminato tanto su questa vita fino a sentire l'umida terra baciare i piedi dai buchi delle suole. Ho inseguito
Di anima ed inchiostro mi tingo per sporcarmi un corpo riflesso per una realtà di gesso i passi sordi tonfano
Scivola dalle mani poi cade ribalza circondondolante tra orbite perse predestinate nello spazio di un tempo al suo
un riflesso di cartone questo specchio mi spezza gl'anni nell'immagine più sbiadita del regalo assente ho
Segni solcano simmetrie di un corpo trasparente quasi a materializzare l'anima evidenziando i rilievi dei
Guarda fuori, trema sul vetro l'inverno, E noi qui, a piangere Il sole, quando piove. Guarda dentro, il sole sui
Sguardo di specchio a fiaccolar la notte illumina la luce sui passi trasandati sentieri dell'andirivieni scorrono sulle
Sfortuna era un sogno caduto dagl'occhi appena fuori dalla culla. Una ragnatela di orme le decisioni incerte, cieche
Tra intermittenze lente si svestono immagini spente, il pensiero si fa pausa nell'adagio andare di un Natale in bianco
Capelli, sui lunghi pensieri mi cadono sul viso sciolti sul vento rincorro il respiro sussurrato nello specchio di luna.
La stagione delle foglie copre i passi e le voglie in un passo di danza tra gli alterni vuoti dei
Mi spalma l'aria sulla schiena questa notte lontana dal mare ne sento il sussurro altrove e il bacio salato
Ho bisogno di perdermi sulle righe di una poesia, se dal soffitto gocciola il respiro di un senso vuoto. Con calma mi
Ti vedo in fondo al viale rannicchiato in un angolo racchiuso tra foglia e pioggia bagnato di un futuro d'illusioni lava…
E ti verso di pensieri capovolti in una latta di bianco perdendo quel senso dietro i cerchi di una stecca e ti allungo
Si girano i sentieri fra i pensieri dell'anima, specchiano attimi di braccia come cocci del tempo sull'immagine che
Stasera nella mano la speranza s'avvolge nel mare infinito, sfera d'invisibile distanza volge pagina al tacito
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.