Non sono capace
Non sono capace di masticare il tuo rosa shocking, lo sfoggi con un sorriso che non mi apparteneva neanche da
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi rimane tremendamente difficile parlare e dire, in più mi sembra che dando voce al mio mondo gli faccia un torto, è qualcosa che parte dal silenzio e anche un sussurro può spaventarlo. Altre particolarità sono l’infanzia molto simile a un pugno nello stomaco, l’adolescenza in caduta libera e nella prima età adulta il crollo, la perdita di speranza, la certezza di nulla e che è tutto da capire mi spingono a dubitare di tutti, soprattutto di me stesso; il risultato di questo insieme di cose è la mia linea guida nella vita e nella scrittura, un misto di ironia e tristezza ormai miei.
Non sono capace di masticare il tuo rosa shocking, lo sfoggi con un sorriso che non mi apparteneva neanche da
Non ti darò una seconda chance per ubriacarmi di licenze poetiche o per ricamarmi vuoti nell'anima. Ho
Poi si riempì di silenzio quella stanza senza inverno, cadde disegnata da una biro la pioggia, invase quel
Scende la pioggia d’ossa e i fianchi doloranti il rosso degli occhi e... tante, tante le gocce di sangue per tingere di …
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