A te
A te, che hai gli occhi dolci Dei bambini tristi; ai tuoi sorrisi amari come quelli di chi è sconfitto e finge
Sono nato 27 anni fa ad Avezzano (AQ). Dopo aver speso l'adolescenza a scrivere canzoni e ad andarmene in giro a suonarle con il mio gruppo ho deciso di mettere la testa a posto. Mi sono tagliato i capelli e sono andato a Viterbo per studiare archeologia medievale. Mi sono messo sotto di brutto ed ecco che in quattro anni ho intascato il mio bravo pezzo di carta, ho aperto una società di gestione dei beni culturali e mi sono proiettato nel "fantastico" mondo del lavoro...ma chi nasce tondo non può morire quadrato e così di notte, mentre tutti dormono io scrivo poesie, racconti e ho finito il mio primo romanzo...probabilmente la scrittura rimarrà sempre e solo un hobby ma la speranza che le mie parole possano un giorno avere un senso oltre che per me anche per altre persone mi da la forza di continuare...perciò vi ringrazio per l'attenzione con la quale leggete le mie poesie...Volevo scusarmi con tutti voi perchè non sono attivamente presente nel sito ma il lavoro mi occupa tutti i giorni anche fino a tarda sera ma vedrò di rimediare...Ciao a tutti.
A te, che hai gli occhi dolci Dei bambini tristi; ai tuoi sorrisi amari come quelli di chi è sconfitto e finge
Il tuo corpo, vinto come giunco al soffio di ogni vento o disteso nell'eterna coltre del silenzio io lo rivedo e rivedo
Ombre, solo questo siamo, riflessi indistinti di mutevoli e insensate apparenze illuminati dalle distanze del
Odo le vostre grida, angeli violati, che all'ombra dei cipressi affidate l'innocenza. Odo il tormento e il pianto delle
Perché t’ho amata Credimi, non lo so dire. Chiedi alle foglie che muoiono Per ridar vita alla terra, chiedi alle stel…
Dolce amara solitudine delle notti passate ad aspettare che si spegnessero le stelle; quando sul viso si
Dormi e non temere neanche questa notte avrà ragione del tuo cuore. Ma non sognare. Il sogno è un'illusione e al
Eri dolce, come le ombre che s'allungano sulle giornate amare. Tu, tenera come il sorriso che sboccia sul viso di
Ti ho vista andare via. Era d'ottobre. Portavi via con te i raggi di un sole agonizzante. Ti ho vista
S’alzano al cielo Come foglie straziate dal vento I miei pensieri tristi. Ricadono come sogni sfioriti, nello stagno
Quel giorno, folgorato, carpii i segreti dell'essere che giustificano l'esistenza e rapito ammirai un fiore. Lo
Non mi rimane che arrestare il mio cammino e fermarmi ad aspettare e nell'attesa sperare che il clamore si tramuti in
Saprò farmi perdonare per i miei modi da pagliaccio stagliato sul palco di un teatro immaginario per far ridere la
Altro non ho fatto che assassinare il sogno, ho bruciato tutto e l’ho mischiato al vino per non confonder mai la veglia …
Siamo spiriti costretti in gabbia Non cantiamo d'amore, non cantiamo di gioie ma cantiamo di rabbia. Percorriamo le
Era il tempo dell'età più bella. Cullati dal mormorio dei sogni vivevamo il nostro incanto. Custodivamo i segreti
I giorni muoiono dietro l'orizzonte macchiato d'ambra. Scongiuriamo con un abbraccio il gelo. Fuggiamo! E nel fuggire
Nel mare degli anni si perdono i ricordi solcando l'onda di un tempo discreto che cammina al tuo fianco senza fare
Per i tuoi occhi, mistiche visioni, coppe ricolme di vino ed assenzio; per il tuo cuore, perla incastonata nel petto
Ho vagato nelle notti insonni, ho ascoltato i miei silenzi e bevuto troppo vino. Ho riscattato il Paradiso, pugni
Madre, tu m’ascoltavi Mentre fuori cadeva la neve E poi rimanevi, con occhi incantati, a vegliar sul mio sonno; le tue
I tetti neri delle case E delle chiese le guglie, Affilate come oscure spade, Feriscono un cielo grigio Più simile al
Riporta i miei quattro stracci, ho tanto freddo dentro il petto in questo inverno senza fine; riporta le mie notti
Resistiamo sotto i cieli sempre uguali, screziati d'azzurro. Trasciniamo queste gambe, ignari della meta neghiamo la
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