Un sorso è l'aria
Sfarina di brume e scolora stagione che a maggio dipingeva la terra in baccano rade ogni ciglio di fosso strugge e scomb…
Sfarina di brume e scolora stagione che a maggio dipingeva la terra in baccano rade ogni ciglio di fosso strugge e scomb…
Nel risveglio delle abitudini mi sono accorta quanto mi mancavi destriero che odoravi il fresco ergersi dei
Pregherei il tempo d'oscurarsi e tacere nel giro in bicicletta il mattino alle nove di respiro e canzone ho
Sventoli il fiore giallo limpida nei tuoi anni sfacciatamente privi di etichetta ne conosco l'andatura la vena e gli
Screpolature di mani uomini che lavoravano l'argilla bagnata da tagliare con il filo i mattoni messi ad
Un cartoccio di castagne secche è all'odore di zucchero filato e mandarino che tornano indietro gli anni quel
Indifferenti si muovono altalene coscienze che stupiscono incrociandosi gli sguardi viviamo per strade di fosse
Quel vetro appannato d'inutili sospiri com'era il cielo invece quando tutto è caduto era forse ghiaccio
Plasmi la vita con mani d'artigiano e più la vivi più trema la tua mano consumi scarpe senza guardarti
Come una canna di bambù vestita di canapa e sandali di cuoio la gola stretta la schiena ben dritta tra due rocce
La mano appena mi sfiora sulla nuca ho sciolto i capelli e il mento sollevo nell'attesa di un bacio immaginario
Ho saltato a pie' pari la notte ancorata a quel sasso brancolava fantasma al mio braccio pupille nascoste nel
La tempesta mi sorprese a metà della rotta quando tutto si spense e la lanterna rotolò via nella frattura
Riconosco quel pezzo di sorriso in una foto stracciata l'emozione va oltre l'alchimia del tempo che corrode e
E' l'ultima ora quella che fa nascere la pena e lascia incredulo zitto un cuore era così ogni volta che
Nel sogno più insistente bevo gocce di pioggia in un girotondo di paura per la semplice gioia di gustare
Nel rumore degli ultimi tuoni è un miracolo la notte che ora tace nell'abbraccio intimo d'un
tende il suo scuro la sera sulle prode lucide d'erba e di brina sbattono cupe tutte le porte al ritmo del vento
Sul letto una vestaglia rosso fuoco e petali di rosa sparsi ovunque resti di una notte ancora accesa braci nel
vita trascorsa nella vanità cattiva imitazione poi il tempo nel suo superbo incedere irreversibile ti
Sono andata via in fretta scendendo al buio le scale con un groppo in gola ma ho lasciato qualcosa lì per
Si asciuga gli occhi con l’orlo della sua sottana e lui la guarda come non la vedesse è lì su quella
Giace sotto un sospiro una carezza o un tentativo la guancia preme sul cuscino e piange zitta raccoglie le
Cammina come un reduce ai piedi gli scarponi sacco in spalla occhi che bruciano di pianto e voglia di esser
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