InsoGnia (assenza di sogni)
Come una pecora smarrita che non ama più il suo gregge a quel concerto mi scoprivo distratto a curiosare la
Siamo specchi che riflettono la stessa luce.
Come una pecora smarrita che non ama più il suo gregge a quel concerto mi scoprivo distratto a curiosare la
Ci fu un tempo in cui le parole, come un fiume in piena, fluirono concitate nella mente, ricercando su fogli
Le donne del borgo annoiate, distratte le vedi spedite tra le stanze apparire e sparire dalle finestre. Da quei piccoli
Prima della tua presenza e della stessa consapevolezza di me stesso, ancor prima di capire ti cercavo. Di falsa
Un giorno lontano, una zingara mi lesse la mano, mi prospetto amori, tormenti, mi parlò del lavoro e del mio
Tutto ebbe iniziò da quel seno da quell'amore materno che ti inondò la bocca. Per quel sapore
Tra anfratti e pieghe dell'anima agonizzavi. Come odalisca coprivi il volto, lasciando spazio a forme,
Il tramonto da sempre mi stupisce, mi rapisce, come allora, quando con occhi di bambino, fermavo il crepuscolo per
Ora che non son più la tua quercia antica che cerchi ansiosa il coraggio di volare via, sale forte il mio desidero di
Il sole si spense! Stanco di correre e di rincorrere, staccò la spina. La pallida luna, con surrogate vesti, sbiadì
Non chiedermi chi sono non potrei risponderti, non lo so sto cercandomi. Tra rovi labirinti e fitta nebbia mi sto
In quell'universo limitato solo satelliti e pulviscolo di stelle brillavano di luce riflessa. Buffi pagliacci dalla
Vecchia puttana di nero vestita, tu donna del buio femmina adultera mai fedele ad uno, tu che corteggi tutti e che a
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